Trump blocca la proposta di legge dell’ex amministrazione Biden
I diritti dei passeggeri aerei negli USA sono in caos. Questo è successo dopo che l’amministrazione Trump ha deciso di abbandonare il piano di risarcimenti aerei del suo predecessore Biden. Decisione che va’ a favore delle compagnie aeree piuttosto che dei consumatori.
Negli Stati Uniti, non esiste una legge che obblighi a un rimborso o a un risarcimento per i ritardi prolungati. Le compagnie aeree devono rimborsare il biglietto se un volo viene cancellato. In alcuni casi, come un ritardo oltre le 5 ore, il passeggero può decidere di non viaggiare. In questo caso, può ottenere il rimborso del biglietto.
Il piano di Biden prevedeva un risarcimento tra 200 e 775 $ per ritardi o cancellazioni, coprendo anche spese accessorie come pasti, alloggi e trasferimenti. In questo modo, si avvicinava al Regolamento Europeo 261/2004 che mette al primo posto i diritti dei viaggiatori. Le tutele in questo campo, anche se non perfette, aiutano i viaggiatori europei.
Possono chiedere compensazioni dalle compagnie aeree. Queste compensazioni vanno da 250€ a 600€. Il costo del biglietto e le spese accessorie non sono inclusi.

Sean Duffy e le accuse per conflitto di interesse
Il blocco della proposta di legge dell’amministrazione Biden viene dal nuovo Segretario ai Trasporti, Sean Duffy. Duffy è stato nominato da Trump ed è un ex lobbista del settore aereo. Questo ha suscitato critiche per conflitti di interesse.
Con questo passo indietro, l’amministrazione Trump sembra favorire le compagnie aeree. Queste avevano già criticato la proposta di Biden nel maggio 2023. Sostennero che quei rimborsi avrebbero fatto aumentare i prezzi dei biglietti.
Chi paga il prezzo di questo dietrofront sono sempre i passeggeri, che rimangono alla mercé delle politiche commerciali delle singole compagnie aeree.
La rinuncia al piano Biden riflette, dunque, una tendenza più ampia dove la protezione del consumatore è sacrificata in nome della libertà di mercato.
Diritti del passeggero in Europa: il regolamento 261/2004
In Europa, ancora per il momento, grazie al Regolamento UE 261/2004, se subisci un ritardo di oltre 3 ore o una cancellazione improvvisa, puoi avere diritto fino a 600€ di risarcimento. Di sicuro, questa è una delle norme più favorevoli per i passeggeri aerei.
Tuttavia, ci sono state recenti proposte di cambiamento del Regolamento. Queste proposte nascondono un possibile arretramento dei diritti dei passeggeri. Le novità principali sarebbero:
- Soglie di ritardo più alte: 4 ore per tratte fino a 3.500 km, 6 ore per quelle più lunghe.
- Risarcimenti ridotti: massimo 500€ (300€ per voli più brevi).
- Tempi più brevi per fare richiesta: da 2 anni a soli 6 mesi.
- Circostanze straordinarie ampliate, che esonerano più facilmente le compagnie.
La proposta include obblighi di riprotezione e rimborsi veloci. Tuttavia, c’è il rischio che sia più vantaggiosa per le compagnie che per i passeggeri. Ora la decisione se approvare o meno queste modifiche, spetta al Parlamento Europeo.
La vicenda americana: un problema di tutti i viaggiatori
La vicenda americana può sembrare un problema lontano e di poco conto per chi vive e viaggia soprattutto in Europa. Ma in realtà ci riguarda da vicino.
Il messaggio che arriva da Washington è chiarissimo: meno vincoli per le compagnie, meno diritti per i consumatori. Un’impostazione che può piacere alle grandi corporation, ma che lascia i passeggeri (e più in generale i cittadini) in una posizione di debolezza.
Le compagnie aeree, come tutte le lobby, hanno un forte peso nella direzione politica e dunque le regole anche a Bruxelles potrebbero cambiare.
Perché il dietrofront degli USA è preoccupante
Nel nostro lavoro di difesa dei diritti del passeggero, ogni giorno lottiamo per far ottenere il rimborso a chiunque ne abbia diritto. Anche se non ci occupiamo direttamente del diritto del trasporto aereo degli Stati Uniti, pensiamo che il cambiamento dell’amministrazione Trump sia preoccupante. Questo colpisce i diritti di milioni di consumatori, sia americani che non.
Come team di Rimborsami Tu, continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione della situazione.



